a cura di Claudia Canarile e Chiara Mezzalama


Ambivalenza

è la presenza di sentimenti contraddittori vissuti nei confronti di esperienze o persone. L'ambivalenza può far provare, ad esempio, sentimenti di amore e odio nei confronti della stessa persona o può far avvertire una data esperienza, ad esempio, la gravidanza come un misto di felicità e rifiuto. E' dunque quella combinazione di sentimenti contrastanti a cui non si riesce a fare sintesi.


Angoscia persecutoria

emozione molto violenta di paura senza necessariamente una motivazione specifica, legata alla sensazione che tutto sia contro di noi. I bambini possono provare l'angoscia persecutoria in seguito a fantasie aggressive attivate da esperienze frustranti. Il vissuto aggressivo rivolto verso la fonte di frustrazione (spesso la figura di accadimento) attiva nel bambino il timore di ritorsioni e attacchi che innescano questo tipo di angoscia e una sensazione del tipo "ce l'hanno tutti con me!".


Attaccamento

è il termine con cui ci si riferisce al legame che un individuo stabilisce con le sue figure di accadimento. La relazione di attaccamento può avere forme diverse, alcune di tipo sicuro, altre di tipo insicuro. Quando il bambino vive un'esperienza continuativa di sicurezza e protezione nella relazione di accadimento si parla di attaccamento di tipo sicuro. Quando invece la relazione di accadimento diventa per il bambino fonte di incertezza e imprevedibilità, o fonte di ostilità e rifiuto, o, in ultimo, fonte di paura, egli attuerà delle strategie difensive che organizzeranno lo stile di attaccamento insicuro.


Autismo infantile

(secondo la classificazione delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali ICD -10) l'autismo infantile è una sindrome che si contraddistingue per la presenza di una compromissione dello sviluppo complessivo del bambino piccolo. I sintomi autistici si manifestano prima dei tre anni, con un ritiro dall'interazione sociale e dalla comunicazione e un generale isolamento con comportamenti stereotipati e ripetitivi. Alcuni dei sintomi possono essere: l'evitamento dello sguardo, assenza di reazione al richiamo e del comportamento di additamento, assenza di rapporti con i coetanei, mancanza di reciprocità socio-emozionale, ritardo o assenza di sviluppo del linguaggio verbale, uso di un linguaggio ripetitivo, idiosincratico e stereotipato, interessi e attività limitati e limitanti, manierismi motori stereotipati e ripetitivi, interesse per parti di oggetti o per elementi non funzionali dei materiali da gioco.


Cambiamento catastrofico

Bion intende il cambiamento catastrofico come un cambiamento che modifica lo stato mentale dell'individuo, una sorta di "tempesta emotiva" che porta con sé una forte sofferenza psichica ma può preludere ad un passaggio di crescita.


Complesso edipico

scoperto da Sigmund Freud, deve il suo nome alla vicenda del re Edipo. È un insieme organizzato di desideri amorosi e ostili che il bambino prova nei confronti dei suoi genitori (nella sua forma più semplice sposare il genitore del sesso opposto e uccidere quello dello stesso sesso in quanto suo rivale). Le fantasie edipiche riguardano i due genitori ma anche il loro stare insieme come coppia. Se il bambino accetta la responsabilità per tutto l'odio e l'amore che prova per i suoi genitori e tollera il senso di colpa che questo comporta, egli può identificarsi con loro invece di agire i suoi impulsi così da poter costruire progressivamente la sua struttura di personalità.


Contenimento

è quella particolare funzione materna che assicura al bambino un regolare sviluppo. L'esperienza è data da una madre in grado di accogliere come un 'contenitore' tutti quei 'contenuti' (angosce, paure e sensazioni caotiche) tipici del bambino piccolo. La madre, o chi ne fa le veci, restituendo al bambino il significato delle paure e delle angosce da lui vissute costituirà una sorta di apparato dirigente per le emozioni del piccolo e consentirà al bambino un'esperienza emotiva di sollievo e sostegno.


Derivati narrativi

nella teoria di A. Ferro i derivati narrativi sono l'insieme di immagini, parole, situazioni (o giochi nel caso del bambino) espresse in stato di veglia ma che rimandano all'esperienza del sogno, costituendone una narrazione. I derivati narrativi possono essere usati in analisi per elaborare le emozioni consce ed inconsce di paziente e analista.


Difese maniacali

le difese sono dei meccanismi mentali attraverso cui l'individuo si protegge dall'angoscia e dal dolore mentale, per mezzo dell'onnipotenza. Le difese maniacali in particolare, proteggono il soggetto dal provare le dolorose conseguenze insite nel dipendere dagli altri, soprattutto dalle persone amate, e dal rischio che questo comporta. Esse agiscono attraverso il diniego (negare la realtà psichica), la svalutazione (non riconoscere l'importanza dell'altro), il controllo e l'onnipotenza.


Fantasia inconscia

è la prima attività mentale del bambino e si costituisce in seguito alle sue prime esperienze corporee. Le fantasie inconsce sono quindi rappresentazioni che il bambino piccolo formula nella sua mente a seguito dei vissuti corporei e che ampliano e colorano la sua esperienza con le persone che lo accudiscono. La fantasia inconscia viene avvertita dal bambino come realtà autentica e i suoi effetti vengono avvertiti come reali. Le fantasie sono presenti durante tutta la vita e svolgono un ruolo estremamente importante nella costituzione del mondo interno di ciascuno.


Fantasie onnipotenti

si tratta di fantasie inconsce precoci con cui il neonato interpreta le sue prime esperienze corporee e mentali. Non distinguendo inizialmente tra sé e la madre egli fantastica di incorporare dentro di sé le cose buone che la madre fornisce, ma anche di distruggere quelle cattive. L'abbandono di questa "onnipotenza primaria" (e delle fantasie ad esse associate) e l'avvicinamento ad una visione più aderente alla realtà è un passo essenziale verso lo sviluppo della "posizione depressiva" e può avvenire se le esperienze di gratificazione sono superiori a quelle di frustrazione.


Funzione alfa

nel pensiero di W. R. Bion la funzione alfa è un processo mentale attraverso il quale dei dati sensoriali grezzi vengono trasformati in contenuti mentali dotati di un significato e che possono essere usati per pensare. Quando la funzione alfa fallisce, i dati grezzi sensoriali restano nella mente come elementi non assimilati (definiti da Bion elementi beta) che vengono espulsi dalla mente attraverso l'identificazione proiettiva.


Gioco simbolico

per gioco simbolico si intende un gioco con il quale il bambino è in grado di rappresentare se stesso e di mettersi nei panni dell'altro. L'acquisizione di questo livello di gioco costituisce un passaggio fondamentale nella crescita mentale perché significa riconoscere la propria esistenza come soggetto separato, dotato della capacità di autorappresentarsi e di immaginare il vissuto dell'altro. Il gioco simbolico si accompagna allo sviluppo del linguaggio (la parola è per definizione simbolica) e viene anche definito gioco del "come se". Idealizzazione: è quella modalità con cui vengono amplificate qualità personali o di altri. L'idealizzazione può avere una funzione di difesa ed essere utilizzata per allontanare sentimenti o sensazioni disturbanti.


Identificazione

processo attraverso cui un soggetto assimila un aspetto, una proprietà, un attributo dell'altra persona e si trasforma sul modello di quest'ultima. La personalità si costruisce e si differenzia attraverso una serie di identificazioni che possono riguardare sia l'altro nel suo insieme sia soltanto un suo aspetto. Mettendosi in relazione con l'altro fin dalle prime fasi della vita attraverso il fenomeno complesso delle identificazioni, il soggetto costruisce il proprio senso di sé, di ciò che si trova al suo interno e di ciò che è esterno, separato, costituendo così un proprio senso di identità.


Identificazione proiettiva

nella concezione di Melanie Klein, è il processo attraverso il quale il neonato, mediante fantasie onnipotenti, proietta negli altri quelle parti di sè che sente come dolorose o indesiderabili e introietta quelle che vengono considerate buone e desiderabili. Queste modalità relazionali consentono di evitare al bambino di sentirsi separato dall'altro e di riconoscere il suo bisogno di dipendenza e la sua immaturità. Questi meccanismi, necessari al neonato per il proprio sviluppo sano possono diventare modalità patologiche se si ripropongono sistematicamente in altri stadi di sviluppo dell'individuo.


Identità

può essere considerata come la forma mentale che un individuo dà a se stesso e la forma che viene attribuita a un individuo dagli altri. E' ciò che rende un individuo distinguibile dagli altri. L'esperienza relazionale in epoca precoce è ciò che più di tutto influenza la costruzione dell'identità di un individuo.


Integrazione

è la capacità del bambino di riconoscere che gli aspetti buoni e cattivi di sé e dell'altro non sono separati e appartenenti a entità distinte, come pensava in un'epoca più precoce, ma fanno parte della stessa persona. L'integrazione consente al bambino di superare la visione di un mondo buono e di un mondo cattivo separati l'uno dall'altro, rendendolo capace di riconoscere se stesso e l'altro (la madre) in una chiave più reale e completa.


Intersoggettività

capacità di entrare in relazione con l'ambiente umano circostante. Il neonato nasce con una predisposizione alla relazione e alla reciprocità (intersoggettività primaria) che lo porta progressivamente a rendersi conto che l'altro ha una mente separata dalla sua con la quale egli può entrare in relazione. Essa riguarda perciò la compartecipazione degli stati psichici.


Introiezione

processo psichico attraverso cui il soggetto fa passare da fuori a dentro, in modo fantasmatico, aspetti e qualità dell'altro. La prima forma di introiezione avviene attraverso l'incorporazione orale. Ad esempio, il neonato che ha fame è convinto che ci sia qualcosa di cattivo (un 'oggetto cattivo') al suo interno che lo morde e può sperimentare l'incorporazione del latte materno come mettere dentro di sé qualcosa di buono (un 'oggetto buono') che viene a salvarlo. Attraverso l'introiezione di oggetti interni buoni, l'individuo sperimenta un senso di sicurezza e di fiducia in se stesso che contribuisce alla sua crescita e alla stabilità mentale.


Lavoro del lutto

descritto da Freud nel celebre lavoro Lutto e Melanconia, esso si definisce come il processo che segue la perdita di una persona amata da cui il soggetto riesce gradualmente a distaccarsi. Il lavoro intrapsichico che questo processo richiede ha come conseguenza una temporanea mancanza di interesse per il mondo esterno e tutta l'energia sembra monopolizzata dal dolore e dal ricordo. L'individuo interiorizza progressivamente la persona amata attraverso il ricordo e può accettare il distacco. Se questo processo lento e doloroso non si compie il lutto può diventare patologico (ad esempio se il soggetto si ritiene colpevole della morte della persona amata, se nega la sua scomparsa oppure si sente dominato dal defunto.) e non viene superato.


Mondo interno

è costituito dall' insieme delle relazioni che il soggetto intrattiene con gli oggetti esterni (persone e cose) che ha interiorizzato (e che diventano così 'oggetti interni'). Secondo la teoria kleiniana, questi oggetti interni che risiedono nell'Io hanno caratteristiche concrete e reali, e possono essere vissuti come buoni e cattivi, gratificanti o frustranti a seconda delle primitive esperienze relazionali del bambino. Il bambino nel suo mondo interno percepirà anche se stesso a seconda dei modi in cui si è percepito nelle relazioni vissute con gli altri. Verrà a costituirsi così una sorta di teatro interno i cui personaggi assumeranno caratteristiche e sembianze determinate dalla percezione del bambino, assumendo spesso caratteri diversi rispetto ai personaggi della realtà. Su tali rappresentazioni interne il bambino accorderà i propri sentimenti di amore e di odio.


Narcisismo

termine derivante dal mito greco di Narciso che si innamorò della propria immagine riflessa in uno specchio d'acqua. Il narcisismo designa uno stadio precoce di sviluppo in cui il neonato, attraverso l'onnipotenza del pensiero, assume se stesso come oggetto di amore, non essendo ancora in grado di distinguere tre sé e gli altri (narcisismo primario). In alcuni casi si può parlare di stato narcisistico (o patologia narcisistica) quando l'individuo, attraverso un uso patologico dell'identificazione proiettiva, perde la capacità di distinguere tra sé e l'altro e confonde la propria realtà interna con quella esterna, diventando incapace di costituire un legame autentico con l'altro.


Oggetto sonoro

nell'ipotesi formulata da S. Maiello, la voce materna, ascoltata attivamente dal feto fin dal quinto mese di gestazione e riconosciuta al momento della nascita, rappresenterebbe uno degli stimoli per lo sviluppo di un'attività proto-mentale del bambino prenatale. La voce materna è vista come matrice sonora che sarebbe all'origine della formazione di un proto-oggetto materno interno con qualità sonore, il quale rifletterebbe la primitiva esperienza di una qualche forma di consonanza tra il bambino e la madre, scandita dagli intervalli di voce e silenzio, presenza e assenza, come una sorta di musica primordiale, fondamentale per lo sviluppo di un senso di vitalità e di appartenenza. L'oggetto sonoro formerebbe il nucleo arcaico dell'oggetto interno materno che si arricchisce dopo la nascita attraverso l'introiezione di esperienze nella relazione con la figura materna.


Osservazione del neonato

esperienza formativa introdotta da Ester Bick, psicoanalista britannica, nei training di psicoterapia infantile a partire dal 1948. A partire dagli anni '60 l'osservazione del neonato fu inserita nei programmi dell'Istituto di Psicoanalisi Britannico. In Italia tale metodo formativo viene utilizzato dal 1976. Si tratta di osservazioni domiciliari svolte dagli studenti per due anni, una volta alla settimana, per osservare il bambino appena nato in relazione con i suoi genitori e le altre figure familiari (nonni, fratelli, zii). Obbiettivo del seminario è individuare come si strutturi il mondo interno del bambino attraverso lo studio delle relazioni emotive che si svolgono tra il neonato e le figure che lo accudiscono.


Posizione depressiva

stato mentale che il neonato raggiunge fra i quattro e i sei mesi che corrisponde, secondo la teoria della Klein, alla capacità di percepire la madre come un oggetto intero e separato da sé, mettendo insieme i sentimenti di amore e odio che essa ha suscitato in una fase precedente dello sviluppo. Si tratta più in generale della capacità di preoccuparsi, dispiacersi e quindi di amare l'altro per quello che è, tollerando il senso di colpa e di perdita che deriva dall'accettare la sua alterità e l'ambivalenza dei propri sentimenti.


Preconcezione

nel pensiero di Bion, la preconcezione è una forma vuota del pensiero che predispone l'individuo all'incontro con la realtà. È un'idea innata e inconsapevole che combinata con l'esperienza dà origine al pensiero. Il neonato ad esempio nasce con l'idea che esista il seno.


Preoccupazione materna primaria

condizione psicologica particolare della donna che si sviluppa con il procedere della gravidanza e dura qualche settimana dopo la nascita del bambino. Winnicott la intende come la capacità della madre di dimenticare temporaneamente se stessa e di rendersi totalmente disponibile nei confronti nel neonato, identificandosi con lui per rispondere adeguatamente ai suoi bisogni.


Proiezione

è la tendenza del bambino in epoca precoce a espellere da sé sentimenti di amore e di odio attribuendoli ad altri. La funzione contenitiva e bonificatrice della madre nei confronti dei sentimenti intollerabili proiettati dal bambino dentro di lei consente al bambino di percepire uno scambio, una relazione e di sviluppare la sua capacità mentale.


Regressione

regredire significa tornare indietro. In senso psicologico, per regressione si intende un ritorno dell'individuo a fasi precedenti e già superate del proprio sviluppo, sia nel comportamento, che nell'articolazione del pensiero, che nelle relazioni con gli altri. Lo sviluppo infatti non avviene in maniera lineare né si tratta di un processo irreversibile; in particolari momenti di cambiamento, o di dolore, oppure a seguito di un trauma, possono riemergere modalità passate che comportano un funzionamento mentale più primitivo, legato talvolta al passato infantile.


Reverìe

termine utilizzato da Wilfred Bion per indicare quel particolare stato d'animo della madre fatto di empatia e sensibilità che rende tollerabili al neonato sentimenti e sensazioni caotiche date da esperienza quali la fame, il dolore fisico, la paura. Questa esperienza, ripetuta attraverso innumerevoli interazioni, viene poi assimilata dal bambino fornendogli la capacità di pensare.


Riparazione

termine usato da Melanie Klein per indicare un gesto d'amore che tende a porre rimedio agli attacchi distruttivi messi in atto in fantasia dal neonato nei confronti della madre. La riparazione nasce da un bisogno interno di rimettere le cose a posto a seguito del timore, e del senso di colpa che ne deriva, di aver danneggiato qualcuno che amiamo, ma si manifesta nell'interazione reale con l'altro, attraverso gesti, attenzioni e premure. Fare esperienza della riparazione significa provare un'autentica preoccupazione per l'altro, implica una capacità di sacrificio e di rinuncia e richiede perciò un certo grado di maturità nello sviluppo.


Sintonizzazione affettiva

secondo il modello di D. N. Stern, la sintonizzazione affettiva si realizza grazie a comportamenti che servono a entrare in sintonia con gli stati interni dell'altro, permettendo il riconoscimento della qualità di un sentimento condiviso e la comunicazione della propria esperienza soggettiva. Le sintonizzazioni avvengono in larga misura a livello inconscio, ad esempio nei momenti di gioco o di accudimento tra la madre e il neonato.


Spazio transizionale

termine coniato da D. W. Winnicott per indicare un'area intermedia di esperienza tra la realtà interna e la vita esterna, che si instaura quando il bambino comincia a percepire se stesso come essere separato dalla madre. Questo spazio viene riempito creativamente con il gioco o con l'uso di oggetti simbolici laddove il bambino abbia potuto sviluppare un senso di fiducia nell'affidabilità della madre e può procedere verso lo sviluppo di un'autonomia progressiva superando l'angoscia della separazione. Questi giochi o oggetti come un pupazzo o un fazzoletto al quale il bambino si affeziona in modo particolare intorno ai sei, dodici mesi vengono chiamati "oggetti transizionali". Lo spazio transizionale è uno spazio sospeso tra me e non-me e, secondo Winnicott, è all'origine della vita culturale degli individui adulti.


Super-io

definito da Freud come un'istanza della personalità che svolge la funzione di garante della coscienza morale, di censura dei desideri inaccettabili ma anche di osservazione di sé e di formazione degli ideali. Esso si forma in seguito alla rinuncia ai desideri edipici amorosi e ostili da parte del bambino che può così identificarsi con i suoi genitori e acquisire delle capacità di controllo sul suo comportamento, sviluppando una propria capacità morale.


Trasmissione intergenerazionale

è il modo in cui la percezione di noi stessi e delle nostre relazioni viene trasmessa di generazione in generazione. Pertanto lo stile di attaccamento dei genitori e le loro strategie di accadimento influenzeranno il comportamento di attaccamento dei loro figli e il loro modo di essere genitori in futuro. L'inadeguatezza di un genitore di prendersi cura del proprio figlio, ad esempio, riflette il modo inadeguato in cui egli è stato accudito durante la sua infanzia e che ripropone nell'accudimento del proprio figlio.


Trauma

esperienza emotiva intensamente dolorosa e imprevedibile la cui intensità rende le capacità mentali e le difese di un individuo insufficienti a proteggerlo. Un evento può essere percepito come traumatico a seconda del momento evolutivo in cui viene vissuto e a seconda delle caratteristiche della persona. Uno stesso evento, quindi, può essere vissuto come traumatico da alcuni, ma non avere la stessa risonanza emotiva per altri.


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